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Beyoğlu
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mwfaBeyoğlu (mwfqin greco Σταυροδρομίος?, Stavrodomìos, "l'Incrocio") è un mwfgdistretto e un comune soggetto al mwfwcomune metropolitano di Istanbul, situato nella parte mwgaeuropea della mwgqcittà, affacciato sul mwggBosforo e sulla parte settentrionale del mwgwCorno d'Oro.

Nel Medioevo, il quartiere era una mwhqcolonia e possedimento della mwhgRepubblica di Genova ed era conosciuto come mwhwvigne di Pera. A quel tempo, Pera (mwiaΠέρα, 'la parte al di là' in mwiqgreco), era sinonimo di mwigGalata, il quartiere genovese sul Corno d'Oro. Nel XIX secolo il nome del quartiere divenne mwiwPera, nome che rimase in uso fino a metà XX secolo, ossia fino all'emigrazione della popolazione greca del quartiere.

Il nome turco mwjqBeyoğlu deriverebbe, secondo una teoria, da mwjgBey mwjwOğlu, letteralmente mwkafiglio del signore. Il titolo si riferirebbe a mwkqLodovico Gritti: nato a Istanbul, Lodovico era figlio illegittimo di mwkgAndrea Gritti, il mwkwBailo di Costantinopoli durante il regno del mwlasultano Bayezid II (r. 1481-1512) e mwlqdoge di Venezia dal 1523. La sede del Baliato veneziano, dagli inizi del XVI secolo, fu nel quartiere di Beyoğlu, nell'attuale mwlgPalazzo di Venezia. Ricostruito nel 1781, dal 1923 è sede del Consolato Italiano. Lodovico Gritti contribuì significativamente a migliorare i rapporti tra la mwlwSublime Porta e la mwmaSerenissima. La sua casa privata si trovava nei pressi dell'attuale mwmqPiazza Taksim.cite-ref-2[2]

Il distretto di Beyoğlu ha inglobato altri quartieri a nord del mwnwCorno d'Oro tra cui: mwoaGalata (la medievale cittadina genovese, oggi conosciuta come mwoqKaraköy, nucleo originario del distretto), mwogTophane, mwowCihangir, mwpaŞişhane, mwpqTepebaşı, mwpgTarlabaşı, mwpwDolapdere e mwqaKasımpaşa. Il distretto è connesso alla città antica dal mwqqPonte di Galata, il mwqgPonte di Atatürk e il Ponte del Corno d'Oro.

Contents

Storia
Cultura
Note

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Storia

L'area corrispondente all'attuale distretto di Beyoğlu fu abitata già in tempi antichi: i referti testimoniano la presenza di insediamenti al di là del Corno d'Oro già all'epoca di Cristo. Durante il periodo della dominazione greca, i bizantini chiamarono quest'area mwrwSykai o mwsaSycae (cioè "campo di fichi") o mwsqPeran en Sykais ("campo di mwsgfichi dall'altra parte" del Corno d'Oro). Con l'espansione dell'mwswImpero bizantino, Costantinopoli crebbe significativamente e così anche l'area di Beyoğlu che proprio in questo periodo, venne chiamata mwtaGalata dal nome della fortezza che mwtqTeodosio II vi ci fece costruire.

I greci credevano che il nome derivasse dalla parola mwtwgalatas (ossia "uomo del latte") dato che l'area, nella prima età medievale, era abitata, per la maggior parte, da pastori. Secondo una seconda teoria, il termine Galata deriverebbe dalla parola mwuagalatai (riferito al popolo dei mwuqGalli) poiché si pensava che il mwugpopolo celtico dei Galli si fosse stabilito qui prima di fondare i propri insediamenti nell'mwuwAnatolia centrale dove furono poi conosciuti come mwvaGalati. I Galati sono ricordati in particolar modo per la mwvqLettera ai Galati e per la statua del mwvgGalata morente. Il nome Galata potrebbe però anche derivare dalla parola italiana mwvwcalata dato che l'area, formalmente colonia genovese dal 1273 al 1453, si trova su una collinetta a ridosso del mare.

Periodo XI sec. - XIX sec.

L'area divenne presto una base fondamentale per gli scambi commerciali. Dall'mwwgXI secolo a periodi alterni fu sotto le dipendenze di Genova e Venezia. Nel mwww1171 sono noti i primi insediamenti Genovesi che, in questa data, furono dati alle fiamme in uno scontro coi Veneziani. Dal mwxa1204, con la mwxqquarta crociata, fu sotto la dipendenza di mwxgVenezia, ma nel mwxw1261 i Bizantini ne ripresero possesso e, nel mwya1273, l'imperatore mwyqMichele VIII Paleologo la offrì a mwygGenova, rivale di Venezia. Testimonianza dell'influenza genovese, è il mwywmwzaPalazzo del Podestà di Galata (Palazzo del Comune), costruito nel 1316cite-ref-3[3] da Montano de Marinis, il mwaqpodestà di Galata (Pera); ancora oggi se ne possono vedere le rovine vicino a mwagmwawBankalar Caddesi a mwbaKaraköy, strada nella quale troviamo diverse case in stile genovese, risalenti agli inizi del mwbqXIV secolo.

Durante il periodo bizantino, il podestà genovese deteneva il potere sulla popolazione italiana residente a Pera per lo più proveniente da mwbwGenova, mwcaVenezia e mwcqRagusa. Nel mwcg1348 i genovesi costruirono la famosa Torre di Galata più a meridione rispetto ad una fortezza antecedentemente distrutta durante la mwcwIV crociata. Fu nel mwda1352 che Veneziani ed Aragonesi assediarono Pera ma i Genovesi (grazie all'aiuto ottomano, che fornì arcieri mercenari), sconfissero definitivamente i loro antagonisti, tanto che il mwdq6 maggio 1352 venne firmata la resa dei Veneziani, che accettarono l'egemonia di Genova su Pera e giurarono di lasciare permanentemente Costantinopoli e tutte le rotte dirette al mwdgMar Nero; in cambio dell'aiuto gli ottomani ottennero di poter transitare nello stretto controllato dai Genovesicite-ref-4[4].

Nel mwfa1453 genovesi e bizantini combatterono assieme per la difesa dalla città contro l'mwfqImpero ottomano. Il 29 maggio dello stesso anno gli ottomani guidati da mwfgMehmed II mwfwconquistarono la città e deposero l'ultimo imperatore bizantino. Essi tuttavia concessero ai genovesi di ritornare a Pera pur non avendone più formalmente il controllo. In questo modo il commercio della Repubblica di Genova non ne rimase danneggiato.

In seguito all'mwiqassedio di Costantinopoli del 1453, Venezia ebbe modo brevemente di riaffacciarsi nella cittadella dalla quale era stata cacciata: in questo modo tentò di affermare la volontà di riprendere le vie commerciali. Furono i veneziani, forse, a suggerire a mwigBayezid II mwiwLeonardo da Vinci come architetto per il ponte che il sultano intendeva costruire tra le due sponde del mwjaCorno d'Oro. Il progetto di Leonardo per il mwjqPonte di Galata (1502), rimase tuttavia inutilizzato.

La sede del Baliato Veneziano era il cosiddetto "mwjwPalazzo di Venezia", nell'attuale quartiere di Beyoğlu. Costruito agli inizi del mwkaXVI secolo ma sostituto dall'edificio attuale nel 1781, dal 1861 è diventata l'ambasciata italiana e dal 1921, anno in cui mwkqAnkara è stata scelta come capitale turca, ospita il Consolato italiano.

Beyoğlu nel XIX secolo

Durante il XIX secolo, Beyoğlu fu ancora meta per molti commercianti europei e ospitò molte ambasciate, in particolar modo lungo la mwmqGrand Rue de Péra, oggi mwmgİstiklal Caddesi. La presenza di una parte così considerevole di popolazione europea rese il quartiere di Beyoğlu la parte più occidentale della città, specialmente se confrontata al centro antico di mwmwIstanbul dall'altra parte del mwnaCorno d'Oro. Beyoğlu presto divenne il centro della vita artistica, culturale e notturna della città. Beyoğlu fu uno dei primi quartieri ad avere la linea telefonica, l'elettricità, il tram e persino una linea sotterranea, mwnqTünel, inaugurata nel 1875 (seconda metropolitana al mondo dopo mwngLondra) per collegare il quartiere di Pera con il porto di Galata e il vicino centro finanziario di mwnwKaraköy. Dalla fine dell'Impero Ottomano, la cultura dei teatri, delle caffetterie, della vita mondana e delle pasticcerie rimase un elemento di distinzione di Beyoğlu. Negozi, come la pasticceria İnci, famosa per i suoi dolci al cioccolato e i mwoaprofiterole, segnarono la modernizzazione di quest'area, preannunciando la successiva affermazione della Repubblica.

Nel quartiere di Beyoğlu ancora oggi si possono trovare alcune delle molte scuole che furono istituite dalle comunità straniere presenti in quest'area: nate con lo scopo di educare i figli della componente levantina della città, in seguito rivestirono un ruolo molto importante nella formazione della giovane classe elitaria turca.

La rapida modernizzazione che ebbe luogo in Europa e che tardò ad arrivare a Istanbul, fu ancor più demarcata dalla sostanziale differenza tra i quartieri più storici e tradizionalisti di mwowEminönü e di mwpaFatih. Quando i sultani ottomani iniziarono un programma di modernizzazione della città con gli Editti di mwpqTanzimat (1839 - 1876), molti edifici in stile europeo furono costruiti a Beyoğlu confondendosi con le più tradizionali abitazioni turche.

Inoltre, il sultano mwpwAbdülmecid I, decidendo di non abitare più nello storico mwqaPalazzo di Topkapı, ordinò la costruzione del più moderno mwqqPalazzo di Dolmabahçe che si ispirava allo stile mwqgneoclassico, mwqwbarocco e mwrarococò.

Beyoğlu nel XX e nel XXI secolo

Con la fondazione della mwtaRepubblica turca nel 1923, Beyoğlu perse progressivamente di importanza. Il declino fu accelerato dalla partenza della popolazione greca da Pera e dall'adiacente Galata a seguito della crescente pressione turca nella cosiddetta mwtqQuestione di Cipro tra il 1950 e il 1960.

Il teso clima politico degli mwtwanni '70, portò la classe medio borghese a spostarsi in nuovi sobborghi residenziali come mwuaLevent e mwuqYeşilköy, lasciando in questo modo libere molte case in stile mwugArt Nouveau e mwuwneoclassico. Da attivo centro mondano e cosmopolita, negli mwvaanni '80, Beyoğlu subì quindi un forte tracollo economico.

Il primo decennio del mwvgXXI secolo vide un importante processo di mwvwgentrificazione: mwwaİstiklal Caddesi, con i suoi molti negozi, divenne nuovamente un'apprezzata meta turistica e di svago cittadino. Alcuni degli edifici risalenti al secolo scorso sono stati ristrutturati con successo.

Monumenti e luoghi di interesse

Il centro del distretto di Beyoğlu è mwwwİstiklal Caddesi, una via pedonale lunga circa 3 kilometri costeggiata da negozi di abbigliamento, caffetterie, pubs, discoteche, teatri e cinema. Lungo İstiklal Caddesi si alternano edifici in stile mwxaneoclassico e mwxqArt Nouveau: il nostalgico tram rosso, reintrodotto negli anni '90, intende proprie ricreare la storica atmosfera del distretto.

Alcune tra le più famose enoteche e caffetterie di Istanbul si trovano nei pressi di İstiklal Caddesi in Beyoğlu: l'ottocentesco mwxwÇiçek Pasajı, letteralmente mwyapassaggio dei fiori, una galleria con locali storici ed eleganti ristoranti. In passato, İstiklal Caddesi era la sede mwyqTeatro Naum, teatro gravemente danneggiato dall'incendio che devastò Pera nel 1870.cite-ref-5[5]

Il teatro era frequentemente visitato dal sultano mw1aAbdülaziz e mw1qAbdülhamid II e ospitò mw1gmw1wIl trovatore di mw2aGiuseppe Verdi prima che fosse messa in scena a Parigi.cite-ref-cicek-6-0[6] Dopo l'incendio del 1870, il teatro, ormai in rovina, fu acquistato dal banchiere greco mw3qChristaki Zoğrafos che nel 1876 progettò la costruzione dell'edificio attuale chiamato, originariamente mw3gCité de Pera. mw3wYorgo'nun Meyhanesi, l'enoteca di Yorgo, fu la prima enoteca ad aprire nel passaggio. Nel 1908 il mw4aGran visir ottomano mw4qSait Paşa acquistò l'edificio che divenne così conosciuto come il mw4gPassaggio di Sait Paşa. A seguito della mw4wRivoluzione Russa del 1917, molte nobili donne russe impoverite, tra cui una Baronessa, iniziarono a vendere fiori nel passaggio. Così, attorno agli mw5aanni '40, la galleria era per lo più occupata da fioristi e per questo motivo venne chiamata Çiçek Pasajı, ossia mw5qpassaggio dei fiori.

Tra gli edifici storici di Beyoğlu troviamo anche due tra le più antiche enoteche della città: mw5wPano, aperto nel 1898 da Panayotis Papadopoulos, e il vicino mw6aViktor Levi, costruito nel 1914. Un'altra storica locanda del quartiere è il mw6qCumhuriyet Meyhanesi, letteralmente mw6gEnoteca della Repubblica, rinominata negli mw6wanni '30, era già stata aperta all'inizio del 1890.

Sempre nei pressi di İstiklal Caddesi, si trova la strada di mw7qNevizade nella quale si succedono piccoli ristoranti e bistrot. Altri pub storici possono essere trovati in mw7gTünel Pasajı e nella vicina strada di mw7wmw8aAsmalımescit. Alcuni dei quartieri limitrofi sono stati recentemente riqualificati: un esempio è quello attorno a come mw8qCezayir sokagi poi conosciuta come la mw8gvia francese per i numerosi pub francofoni, caffè e ristoranti che suonano musica francese dal vivo. Lmw8w'mw9aArtiste Terrasseè uno dei locali più famosi della Rue francaise grazie alla vista che gode su mw9qSanta Sofia, sul mw9gPalazzo di Topkapı e la mw9wTorre di Galata.

A Beyoğlu ci sono inoltre, nightclub per tutti i generi musicali: il mw-wBabylon e il mwaqaNu Pera sono tra i più famosi club in stile europeo, ristoranti, come il mwaqeKemancı suonano mwaqimusica rock, mwaqmhard rock e mwaqqheavy metal; in altri, come al mwaquMaksim, si può invece trovare musica orientale mentre allmwaqy'mwaqcAndon si può ballare il mwaqgfasıl, una danza tradizionale turca. Nella strada mwaqkAsmalımescit si possono trovare molti tipici ristoranti turchi e mwaqoocakbasi mentre le strade vicino al mwaqsBalıkpazarı, ossia il mercato del pesce, sono affollate di ristoranti che offrono ampie varietà di pesce fresco, dalle cozze ai calamari, serviti con birra o mwaqwrakı. Oltre alle numerose catene di fast food (mwaq0McDonald's, mwaq4Pizza Hut, mwaq8Domino's Pizza etc...) troviamo fast food turchi come Simit Sarayı che serve mwaremwarisimit ossia ciambelle salate ricoperte di sesamo accompagnate da formaggio e tè.

Cultura

• mwarsMuseo dell'innocenza: fondato dallo scrittore turco mwarwOrhan Pamuk, vincitore del mwar0premio Nobel per la letteratura nel 2006.
• mwar8Istanbul Modern: museo di arte contemporanea, spesso ospita installazioni di rinomati artisti turchi e internazionali.
• mwaseMuseo di Pera: ospita alcune opere del tardo periodo ottomano come il mwasiKaplumbağa Terbiyecisi di mwasmmwasqOsman Hamdi Bey; oltre alla collezione permanente, nel museo di Pera vengono organizzate mostre temporanee come quella di mwasuRembrandt.
• Museo di Doğançay: è il primo museo a Istanbul interamente dedicato a un solo artista, mwascBurhan Doğançay noto, in particolar modo, per i suoi mwasgmuri urbani.
• mwasoHotel Pera Palas: costruito per ospitare i passeggeri dell'mwassOrient Express, fu fonte di ispirazione per mwaswAgatha Christie che durante il suo soggiorno all'hotel scrisse il romanzo mwas0mwas4Assassinio sull'Orient Express. La sua stanza oggi è conservata come museo.
• mwataSant'Antonio da Padova: la più grande chiesa cattolica in Turchia.
• Sinagoga Neve Shalom: la più grande sinagoga in Turchia.
• mwatmPanaghia Isodion, chiesa greco-ortodossa eretta nel 1804.

• la fotografa, la prima donna professionista turca di origini armene, mwatsMaryam Şahinyan per 50 anni ha registrato tutti i cambiamenti del quartiere, delle persone, degli eventi sociali e politici dal 1936 al 1985 in 200.000 negativi.

Amministrazione

Gemellaggi

• mwauePécscite-ref-sitocomune-7-0[7]
• mwaugDortmundcite-ref-sitocomune-7-1[7]
• mwau8Genovacite-ref-sitocomune-7-2[7]
• mwavyBerlinocite-ref-sitocomune-7-3[7]
• mwav0Skopjecite-ref-sitocomune-7-4[7]
• mwawqSchaerbeekcite-ref-sitocomune-7-5[7]
• mwawsSettore 1 (Bucarest)cite-ref-sitocomune-7-6[7]
• mwaxiSeongbuk-gucite-ref-sitocomune-7-7[7]
• mwaxkMannheimcite-ref-sitocomune-7-8[7]
Ragusa, dal 2015cite-ref-8[8]

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaz0Istituto di statistica turco
cite-note-22. mwaaemwaaimwaamItalyaonline.net., su mwaaqitalyaonline.net.
cite-note-33. mwaagmwaakmwaaowww.obmuze.com, su mwaasobmuze.com.
cite-note-44. History of the Crusades Kenneth M. Setton, Harry W. Hazard, Norman P. Zacour - 1990 - History
cite-note-55. mwabimwabmmwabqYkykultur.com.tr.
cite-note-cicek-66. mwabgmwabkmwabowww.tarihicicekpasaji.com, su mwabstarihicicekpasaji.com mwabw(archiviato dall'mwab0url originale il 28 settembre 2007).
cite-note-sitocomune-77. mwademwadimwadmCittà gemellate, su mwadqen.beyoglu.bel.tr. mwaduURL consultato l'8 novembre 2013 mwady(archiviato dall'mwadcurl originale l'8 febbraio 2014).
cite-note-88. mwadsmwadwmwad0Gradovi prijatelji, su mwad4dubrovnik.hr.

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• Wikivoyage

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Beyoğlu
• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Beyoğlu

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su beyoglu.gov.tr.
• citerefbritannica-com(EN) Beyoğlu, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaeu(TR) Sito del comune, su beyoglu.bel.tr.
• mwaecApprofondimento su Imperobizantino.it, su imperobizantino.it. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).